Orari di lavoro, possibile sblocco del turn over
Assunzioni per tremila nuovi medici
In via eccezionale si potrebbe profilare negli ospedali pubblici lo sblocco del turn-over di fronte ai vuoti che nelle corsie potrebbe aprire l'applicazione della direttiva Ue sugli orari di lavoro l'eccezione è ammessa. E così il governo mira a introdurre in Finanziaria la modifica che giorni fa il segretario Anaao Costantino Troise gli aveva "chiamato": 3 mila nuove assunzioni - un numero simile a quello dei medici con contratti a tempo determinato in attesa di stabilizzazione - per un costo di circa 500 milioni. L'esborso sarebbe coperto dal risparmio generato dal minor ricorso alla medicina difensiva che si genererà grazie alla nuova legge sulla responsabilità medica.
La legge di stabilità inciderebbe dove fin qui hanno fallito le regioni e l'Aran, che negli incontri dei giorni scorsi non si era intesa con i sindacati; questi ultimi le chiedevano di armonizzare il contratto del 2008 alle nuove regole "europee" su turni e riposi, ma l'agenzia per la contrattazione per tutta risposta, come riporta il presidente Cimo Riccardo Cassi, aveva chiesto la possibilità per le aziende ospedaliere di attivare deroghe alla legge «che avrebbero come unico risultato quello di danneggiare i cittadini oltre che gli stessi medici». Tra le varie soluzioni-tampone, nelle ultime settimane le regioni avrebbero pensato estendere a 12 mesi il periodo in cui valutare il rispetto delle 48 ore lavorate e di escludere attività extraospedaliera e formazione dal computo delle ore di lavoro. Tra gli altri meccanismi paventati, l'allungamento del periodo di lavoro fino a sera con non meno di otto ore di riposo tra un turno e l'altro e persino la previsione di pronte disponibilità "finte" attivate al posto di turni ordinari di lavoro.
A spingere Palazzo Chigi potrebbero aver contribuito le regioni del Nord. In un comunicato stampa, gli anestesisti di Aaroi-Emac nei giorni scorsi ricordavano come Lombardia, Veneto e Trentino si siano mosse con circolari e delibere per favorire assunzioni mirate; in Lombardia in particolare una direttiva regionale mira a creare una corsia preferenziale per assunzioni in Pronti soccorso, terapia intensiva, anestesia e rianimazione e punti nascita. Aaroi ammette che la medaglia ha il suo rovescio: in Campania l'ospedale Rummo di Benevento ricorre al contratto di collaborazione continuativa oraria per approvvigionarsi di specialisti pagati 17,56 euro lordi l'ora e l'Asl Caserta esternalizza a una Onlus la gestione delle emergenze con medici pagati 19 euro netti l'ora. Resta scoperto, fin qui, il fronte dei sanitari non medici, ai quali comunque la direttiva su turni e riposi si applica. Afferma Cecilia Taranto di Fp Cgil che dal 2010, anno del blocco del turnover, "si è progressivamente ampliata una carenza sul totale degli infermieri occupati": ce ne vorrebbero almeno 60 mila nuovi accanto ai 270 mila in servizio per raggiungere il giusto rapporto Ocse di 7 infermieri su mille abitanti.
Mauro Miserendino
Fonte:doctornews.it